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OSTEOPOROSI: sintomi, cause, terapia e alimentazione

 
 

Osteoporosi: “una ladra silenziosa di ossa” 

L'osteoporosi è una patologia a carico dell'apparato osseo, che porta ad un progressivo indebolimento dello scheletro, esponendo il paziente colpito da tale patologia ad elevato rischio di fratture, anche a seguito di lievi contusioni, anche non evidenti. Le ossa maggiormente coinvolte nell e lesioni da osteoporosi sono femore ed articolazione del polso; nei casi più gravi viene coinvolta la colonna vertebrale, con possibili fratture delle vertebre.

Esistono due tipi di osteoporosi:

  1. osteoporosi primaria, legata principalmente all'avanzare dell'età e allo sconvolgimento ormonale della donna durante la menopausa. Il 95% dei pazienti colpiti da tale forma patologica sono quindi anziani o donne oltre i sessant'anni di età.
  2. osteoporosi secondaria: manifesta anche in periodi giovanili, questa forma di osteoporosi riguarda il 5% di pazienti coinvolti in altri stati patologici. Questi determinano quindi un indebolimento osseo che sfocia conseguetemente in possibili fratture.

Cause e CONSEGUENZE dell'osteoporosi

I fattori che portano allo sviluppo dell'osteoporosi sono molteplici e legati principalmente alla forma patologica dalla quale si viene interessati. Come evento principale alla base dello sviluppo dell'osteoporosi, si ha una alterazione dell'equilibrio tra le principali popolazioni di cellule ossee. In particolare gli osteoblasti, cellule adibite alla rigenerazione ossea, rallentano il loro lavoro, mentre gli osteoclasti, le cellule coinvolte nella degradazione del tessuto osseo, prendono il sopravvento. In questa situazione di squilibrio, quindi, non si rigenera sufficiente tessuto osseo rispetto a quello che si degrada, così che si ha indebolimento scheletrico e successiva possibile sua rottura.

Esistono alcuni fattori di rischio che aumentano la probabilità di sviluppo di osteoporosi, in particolare alcuni sono:

  1. menopausa della donna;
  2. sviluppo di stati infiammatori, come artrite o asma;
  3. assunzione di farmaci;
  4. programmi nutrizional i non completi, che escludono assunzione di particolari cibi importanti per il turnover osseo;
  5. alterazioni della funzionalità tiroidea.

É comunque bene sottolineare che alla base dell'osteoporosi vi è sempre uno squilibrio ormonale, la cui insorgenza può essere legata a varie cause, ma la più comune delle quali resta la progressione dell'età del paziente.

L’osteoporosi è una malattia in cui la qualità e la quantità di tessuto osseo sono alterate a tal punto da portare l’osso ad un vero e proprio stato di fragilità che aumenta il rischio di fratture a carico della colonna vertebrale, dell’anca e del polso. È una patologia “silente” poiché i sintomi dell’osteoporosi si manifestano quando ormai il danno è già in atto.

Le fratture da osteoporosi possono verificarsi a causa di traumi molto lievi o anche a seguito di movimenti scorretti o sollevando pesi. Questa patologia così diffusa riduce sia l’aspettativa che la qualità di vita ed è divenuta un problema sanitario e sociale in tutto il mondo.

L’osteoporosi interessa una donna su 3 e un uomo su 5 dopo i 50 anni (Melton et al., 1998; Melton et al., 1992) ; per avere un’idea dello stato di diffusione di questa patologia basti pensare che ogni 30 secondi un cittadino dell’Unione Europea subisce una frattura da osteoporosi (Lindsay et al., 2001). Si prevede che 6 milioni di persone nel mondo nel 2050 subiranno fratture ossee di bacino dovute all'osteoporosi (Cooper et al., 1992).

L’osteoporosi è una malattia tipica dell’invecchiamento: è una delle maggiori cause di frattura negli anziani a cui seguono ridotta mobilità e peggioramento della qualità della vita. Solo un anziano su 3 torna al precedente livello di indipendenza. La frattura di femore da osteoporosi è particolarmente temibile perché non solo richiede un intervento chirurgico, ma anche una lunga riabilitazione, che non sempre assicura la ripresa dell’attività. Questo tipo di frattura del soggetto anziano innalza anche il rischio di mortalità.

Nelle donne di età superiore ai 45 anni l’osteoporosi è responsabile di un maggior numero di giorni di ricovero ospedaliero rispetto a patologie come il diabete, l’infarto, e il tumore della mammella (Kanasis JA et al, 1997).

Osteoporosi: sintomi e dolori

L'osteoporosi è una patologia fondamentalmente asintomatica: viene per questo spesso definita come "malattia silente". Il paziente non avverte alcun disturbo, se non dolore che si manifesta quando è già avvenuta una lesione a carico dell'apparato scheletrico.

Anche piccoli traumi o semplici contusioni normalmente di poca considerazione, possono in verità essere causa di fratture ossee in soggetti affetti da osteoporosi. In particolare il paziente può non sapere di essere affetto da osteoporosi se non quando comincia ad avvertire un dolore persistente alla schiena, causato dal collasso di una vertebra. Inoltre piccole contusioni possono provocare la rottura dell'osso femorale, con conseguente caduta del soggetto anche semplicemente passando dalla posizione seduta a quella retta.

Un abbassamento della statura, un’ incurvatura della schiena con una vera e propria deformazione della colonna vertebrale sono i cambiamenti tipici del soggetto malato che con ogni probabilità ha già sviluppato osteoporosi.

 
 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

Prevenzione dell'osteoporosi

Come per la maggior parte delle patologie progressive, anche per l'osteoporosi è fondamentale la diagnosi precoce. La misurazione della massa ossea, chiamata con definizione medica MOC (mineralometria ossea computerizzata), è un test semplice con il quale si può valutare lo stato delle ossa e considerare la probabilità di sviluppo di fratture.

Nell'età critica della menopausa, inoltre, tutte le donne dovrebbero prendere in considerazione una integrazione costante di calcio e micronutrienti per la salute delle ossa e di vitamina D sotto controllo medico. Una sana alimentazione, varia ed equilibrata, oltre che ricca di sali minerali e micronutrienti (come Magnesio, Rame, Boro, Manganese e Zinco), consente il mantenimento dell'equilibrio della massa ossea nel tempo. Attività fisica regolare, camminate all'aria aperta ed esercizio costante permettono di mantenere l'elasticità del tessuto osseo e prevenire i disagi della patologia. Il soggetto allenato, infatti, possiede maggior equilibrio del proprio corpo, ha una forza muscolare potenziata e questo riduce la possibilità di cadute accidentali con conseguenti rotture ossee.

Terapie per la cura dell'osteoporosi

La miglior terapia in casi di osteoporosi conclamata è legata al mantenimento di un corretto stile di vita, con esclusione del fumo, una dieta sana e movimento regolare, oltre che l‘integrazione di vitamina D (la quale deve avvenire sotto controllo medico) calcio e micronutrienti. Inoltre secondo le ultime linee guida il medico potrà prescrivere farmaci specifici per l’osteoporosi severa o moderata che contemplano l'utilizzo di ormoni che stimolano la rigenerazione ossea, o di anticorpi che cercano di arrestare l'eccessiva attività degli osteoclasti.

Osteoporosi e alimentazione: cosa mangiare?

Nella prevenzione dell’osteoporosi è essenziale adottare un corretto stile di vita: non fumare, fare attività fisica costante senza sforzi eccessivi prediligendo attività all’aria aperta, seguire un’alimentazione sana e bilanciata, assumere la giusta quantità di Calcio e proteine con la dieta (1). 
È doveroso ricordare che oltre al Calcio e alle proteine altri micronutrienti sono fondamentali per la salute delle ossa (2). Di seguito un elenco dettagliato:
 
Il Silicio:
E’ contenuto soprattutto nei cereali integrali (come il riso integrale) ma anche nella birra ed in alcune acque potabili (3). E’ essenziale per la formazione dell’osso probabilmente perché lo predispone  al processo di deposizione di Calcio (4). Il Silicio si trova nelle ossa, nella pelle, nei capelli e nei vasi sanguigni (5). Una dieta ricca di Silicio è associata ad una maggiore densità ossea (6).
 
Il Magnesio:
Più del 60 % del Magnesio corporeo si trova nello scheletro (7), pertanto la sua carenza contribuisce direttamente all’insorgenza dell’osteoporosi, ma è anche responsabile dell’aumento del PTH (paratormone) con conseguente alterazione del metabolismo del tessuto osseo che comporta un indebolimento dello scheletro (8).  Le principali fonti alimentari sono la frutta secca, i legumi, le banane ed i vegetali a foglia verde. 
 
Il Boro:
É un micronutriente coinvolto nel metabolismo della Vitamina D ed incrementa la mineralizzazione dell’osso (9). Un adeguato introito di Boro risulta benefico per sostenere la microarchitettura e la forza dell’osso (10).  Lo troviamo soprattutto nei vegetali, nella frutta fresca e nelle nocciole.
 
Lo Zinco:
Influenza positivamente la forza e la flessibilità dello scheletro ed ha un effetto anabolico sull’osso (11). È stato recentemente dimostrato che donne osteoporotiche in post-menopausa hanno livelli di Zinco sierico inferiori rispetto alle donne sane (12).
Si stima che circa il 25% della popolazione mondiale è a rischio di carenza di Zinco, adolescenti e donne in post menopausa risultano i più carenti (13). Le fonti alimentari sono soprattutto di origine animale: carne e pesce. Cereali, legumi e semi ne contengono in misura variabile. Alcune sostanze possono ostacolare l’assorbimento dello Zinco come per esempio i fitati contenuti nei vegetali. Ciò è da considerare se si segue una dieta vegeteriana o vegana.
 
Il Manganese:
È associato positivamente al processo di formazione dell’osso, a concentrazioni fisiologiche ha un effetto protettivo (14). Tra le fonti alimentari si annoverano principalmente i cereali, ma è contenuto anche nel vino.
 
Il Rame:
Gioca un ruolo importante nella crescita e nello sviluppo dello scheletro aiuta a mantenere la forza e la qualità dell’osso adulto. E’ un importante co-fattore di un enzima in grado di rimuovere dal tessuto osseo i pericolosi radicali liberi, prevenendo l’attivazione degli osteoclasti e pertanto la distruzione del tessuto osseo indotta dallo stress ossidativo (15).
 
Infine molto utile è anche la vitamina D, che facilita l’assorbimento del Calcio e che contribuisce a fissarlo nelle ossa.  I valori di vitamina D nel sangue (calcifediolemia) possono essere facilmente dosati e tenuti sotto controllo. Qualora fossero bassi, previa prescrizione medica, sarà necessario assumerne dosi adeguate sotto forma di farmaco o integratore. Ricordiamo che la vitamina D viene prodotta dalla pelle esposta alla luce solare, ma si può in parte anche assumere con la dieta; a titolo di esempio il salmone è una buona fonte di vitamina D, ma anche altri pesci grassi come tonno, sgombro e aringa oppure anche alcuni formaggi grassi ed il burro.
Per l'assunzione di di Magnesio, Calcio, Manganese e Zinco, che aiutano la salute delle ossa, può essere utile assumere un apposito integratore alimentare specifico per l'osteoporosi.
 

Possiamo curare l’osteoporosi con i farmaci?

 
Vi sono diversi farmaci per trattare l'osteoporosi, qui di seguito alcuni esempi:
 
Bisfosfonati: farmaci capaci di ridurre il riassorbimento osseo, utilizzabili da donne e uomini. I più usati nelle forme comuni di osteoporosi sono alendronato, risedronato, ibandronato (per os); clodronato (per iniezione intramuscolare); ibandronato (per infusione endovenosa, una volta ogni tre mesi, solo in ospedale); zoledronato (per infusione endovenosa una volta all'anno, solo in ospedale). Esistono molti altri bisfosfonati (p.es. pamidronato, neridronato, ecc.), utilizzati principalmente per altre malattie del metabolismo dell’ osso.
 
Denosumab: "farmaco biologico" che blocca l’attivazione degli osteoclasti (cellule che distruggono l’osso) riducendo il riassorbimento  del tessuto osseo
 
Teriparatide e ormone paratiroideo: farmaci con azione anabolica sull’osso
 
Vitamina D e suoi derivati attivi: (Colecalciferolo, calcifediolo, calcitriolo, alfa-calcidolo) capaci di favorire l'assorbimento del calcio nell'intestino e la sua deposizione nell’osso
 
Estrogeni: ovvero la terapia ormonale sostitutiva da usare dopo la menopausa (gli estrogeni hanno un effetto conservativo sullo scheletro)
 
SERM (modulatori selettivi dei recettori per gli estrogeni): Raloxifene farmaco specifico per le donne che mima l’azione degli estrogeni sull’osso 
 
Importante
 
Va sempre tenuto presente che un normale rimodellamento dell’osso ovvero un equilibrio di attività tra cellule che formano l’osso (osteoblasti) e cellule che distruggono l’osso (osteoclasti) richiede necessariamente la giusta disponibilità di calcio. Tutti questi farmaci possono agire in modo ottimale solo se il paziente assume regolarmente la quantità di calcio raccomandata per la sua età.
 
Bibliografia
1) National Osteoporosis Foundation. Clinician's guide to prevention and treatment of osteoporosis. Washington, DC: National Osteoporosis Foundation, 2010;1–56
2) Della Pepa GD, Brandi ML.  Microelements for bone boost: the last but not the least.Clin Cases Miner Bone Metab2016 Sep-Dec;13(3):181-185
3) Pennington JAT. Silicon in foods and diets. Food Additives and Contaminants. 1991;8:97–118.
4) Carlisle EM. Silicon: a requirement in bone formation independent of vitamin D1 . Calcified Tissue International. 1981;33(1):27–34
5) Jugdaohsingh R. Silicon and bone health. Journal of Nutrition, Health and Aging. 2007;11(2):99–110.
6) Jugdaohsingh R, Tucker KL, Qiao N, Cupples LA, Kiel DP, Powell JJ. Dietary silicon intake is positively associated with bone mineral density in men and premenopausal women of the Framingham Offspring cohort. Journal of Bone and Mineral Research. 2004;19(2):297–307.
7) Alfrey, A.C.; Miller, N.L. Bone magnesium pools in uremia. J. Clin. Investig. 1973, 52, 3019–3027
8) Sara Castiglioni et al. Magnesium and Osteoporosis: Current State of Knowledge and Future Research Directions. Nutrients 2013, 5, 3022-3033
9) HAKKI SS, DUNDAR N, KAYIS SA, HAKKI EE, HAMURCU, KERIMOGLU U, BASPINAR N, BASOVOU A,NIELSEN FH: Boron enhances strength and alters mineral composition of bone in rabbits fed a high energy diet. J Trace Elem Med Biol 27: 148-153, 2013.
10) NIELSEN FH, STOECKER B: Boron and fish oil have different beneficial effects on strength and trabecular microarchitecture of bone. J Trace Elem Med Biol 23: 195-203, 2009.
11) BORTOLIN RH, DA GRACA AVEZEDO AREU BJ, ABBOLTT CALVAO URURAHY M, COSTA DE SOUZA KS, BEZERRA JF, LOUREIRO MB, DA SILVA FS, MARQUES DE, BATISTA AA, OLIVEIRA G, ET AL.:Protection against T1DM-induced bone loss by zinc supplementation: biomechanical, histomorphometric, and molecular analyses in STZ-induced diabetic rats. PLoS One 10: e0125349, 2015. 
12) MIDHAVI-ROSHAN M, EBRAHIMI M, EBRAHIMI A: Cooper, magnesium, zinc and calcium status in osteopenic and osteoporotic post-menopausal women. Clin Cases Miner Bone Metab 12: 18-21, 2015.
13) MEUNIER N, O’CONNOR JM, MAIANI G, CASHMAN KD, SECKER DL, FERRY M, ROUSSEL AM, COUDRAY C: Importance of zinc in the elderly: the ZENITH study. Eur J Clin Nutr 59 (Suppl 2): S1-S4,2005.
14) LIU R, JIN C, WANG Z, WANG Z, WANG J, WANG L: Effects of manganese deficiency on the microstructure of proximal tiba and OPG/RANKL gene expression in chicks. Vet Res Commun 39: 31-37, 2015.
15) KUBIAK K, KLIMCZAK A, DZIKI L, MODRANKA R, MALINOWSKA K: Influence of copper (II) complex on the activity of selected oxidative enzymes. (In Polish) Pol Merkur Lekarski 28: 22-25, 2010. LI BB, YU SF: In vitro study of the effects of copper ion on osteoclastic resorption in various dental mineralized tissues. Zhoghua Kou Qiang Yi Xue Za Zhi 42: 110-113, 2007.

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